Gli effetti (o impatti) risultanti dagli aspetti ambientali di un’attività
produttiva possono determinare cambiamenti della qualità ambientale
di alcune componenti (ad esempio concentrazione di contaminanti in sito) o
comprometterne l’equilibrio fisico (per es.: prelievo di risorse idriche).
Gli effetti ambientali possono essere diretti o indiretti in relazione all’attività
che li genera. Gli effetti ambientali specifici vengono determinati dall’interazione
tra l’attività stessa e le condizioni dell’ambiente. Non
tutti gli effetti ambientali sono riconoscibili come conseguenza diretta di
una attività produttiva: ad esempio il contributo alla produzione di
gas con effetto serra dovuto ai rifiuti avviati a discarica da una certa attività
non è direttamente individuabile in quanto si manifesta a distanza
di tempo. E’ comunque importante individuare gli aspetti ambientali
che concorrono alla generazione di effetti ambientali sia diretti che indiretti.
Per classificare gli effetti possono essere utilizzati 4 parametri:
1. vastità, cioè la scala (da locale a globale) su cui agisce
l’effetto ambientale;
2. severità del danno arrecato all’ecosistema di cui l’uomo
fa parte;
3. probabilità di accadimento in base alla continuità delle
attività che generano l’effetto;
4. durata dell’azione perturbatrice da reversibile in pochi giorni ad
irreversibile.
Di seguito sono descritti gli effetti ambientali a cui le attività produttive contribuiscono in misura differenziata, in funzione del settore di appartenenza, e con peso diverso rispetto ad altre attività antropiche (riscaldamento civile, trasporti, ecc.). Nella descrizione di ogni effetto ambientale sono considerati:
· le cause che generano l’impatto;
· le conseguenze, cioè i danni che causa l’impatto;
· le politiche in atto per rimediare o contenere i danni dell’impatto
generato;
· gli indicatori ambientali per calcolare l’entità dell’impatto
e/o tenerlo sotto controllo.

